martedì 8 gennaio 2008

Fra i centochiodi di Olmi, uno l'ha preso in testa.



Incuriosita dal trailer -lo ammetto, mi basta poco- decido finalmente di vedere Centochiodi di Ermanno Olmi. Allora la storia è questa: in una biblioteca di teologia trovano cento libri conficcati nel pavimento con cento lunghissimi chiodi. Chi sarà stato lo si scopre subito per cui non è proprio un giallo. Ma non è questo l'importante perché il film va letto in chiave simbolica e precisamente usando tutto il minimo indispensabile del "manuale del piccolo cristiano".
Raz Degan (che credo sia doppiato) naturalmente è Gesucristo e d'altra parte i lunghi capelli boccolosi, gli occhi vitrei e la carnagione scura ci indirizzano facilmente verso questa metafora. Chiaramente è stato lui, che guarda caso fa l'insegnante di filosofia delle religioni, a trafiggere quei cento libri che nel corso degli anni non hanno lenito la sofferenza umana. Le donne ringraziano di non aver fatto la stessa cosa con l'Aulin.
Beh insomma, Raz...zareno decide di scappare e si stanzia lungo le rive del Po dove circuisce una serie di vecchietti e mentecatti, recitando banalità con voce roca come se stesse propinando parabole. In breve diventa la Wanna Marchi di Polentonia e tutti gli vogliono bene. Indovinate? C'è anche Maria Maddalena. Però arriva la polizia e lo cattura: non si scappa al braccio armato della legge, nemmeno con un miracolo. La mia visione si è interrotta dopo questo scambio di battute:
Poliziotto: "Lei apppartiene a qualche gruppo estremista, qualche società segreta, o forse una setta armata?"
Raz...zareno (con orgoglio): "Appartengo al corpo insegnanti!"
Poliziotto: "Ma questo non è reato"
Raz...zareno (sempre più Che Guevara): "A volte sì!"
Non ho idea di come possa finire per cui se qualcuno di voi l'ha visto...

voto:La calvizie di Mereghetti

2 commenti:

gofordynamite ha detto...

Bhè, che Caz Decan recitasse nel ruolo di Cristo era praticamente scritto nel cielo. A parte la somiglianza, è pure Israeliano e sta con una che da giovane era la sosia di Madonna.
La battuta del corpo insegnanti dovrebbe essere scritta sui muri delle case, come quelle scritte propagandistiche dell'epoca del fascio, giusto per ricordarci che c'è gente pagata profumatamente per scrivere stronzate del genere, che non solo vengono scritte, ma anche prodotte e distribuite.
Ah, il cinema italiano.

Niky Rocks ha detto...

Un'arancia la vorrei spezzare per "Lascia perdere Johnny" di Fabrizio Bentivoglio che, sebbene sia uno di quei film che con ogni probabilità non comprerò in Dvd, mi ha fatto veramente piacere vedere. Una bella storia. Chissà, forse se fosse stato un piccolo racconto l'avrei riletto volentieri.
Insomma il cinema italiano non è sempre un "Ah".