lunedì 25 gennaio 2010

Niente panico, si sono solo persi una stanghetta.



Papa Pacelli, in arte Pio XII, è in questi giorni tornato alle cronache per la decisione del Vaticano di procedere con la sua santificazione iniziata con la causa di beatificazione del 1967. C'è da dire, a onor del vero, che a questo papa toccò di dirigere il suo gregge durante il periodo più buio che la Storia ricordi: la seconda guerra mondiale. Appena eletto, Pio XII, fece subito togliere dall'Indice i libri di Charles Maurras fomentatore del gruppo di estrema destra e antisemita Action Française. Ai cattolici, molti a dir la verità, che ne facevano parte riabilitò il permesso di prendere i sacramenti. Permesso che era stato loro negato dal precedente papa, Pio XI. Affaccendato in faccende religiose, fra cui la nomina di San Francesco e Santa Caterina a patroni dell'Italia e il definitivo riconoscimento delle apparizioni di Fatima, Pio XII non si accorse dei campi di sterminio e della piega antisemita che il mondo intero, compresa l'Italia, stava prendendo. Così non gli fu possibile contrastare le deportazioni né condannare quel genocidio. Anche se voci sembrerebbero poi affermare che la Chiesa in quegli anni aiutò moltissime famiglie ebree a sfuggire ai rastrellamenti. Fatto sta che nessuna scomunica è mai partita nei confronti di Hitler e dei suoi pazzi seguaci. Scomunica che partì invece eccome per quei comunisti sovietici che perseguitavano i Cristiani nell'Europa dell'Est. L'atteggiamento di questo papa è stato senza dubbio ambiguo, come ambigui restano i motivi della sua beatificazione. Non sarà forse frutto di un errore e nel trascrivere si sono persi una stanghetta? Forse parlavano di beatificare PioXI, che di motivi ne ha decisamente di più chiari. Pier Paolo Pasolini, filomarxista ma cattolico, a Pio XII dedica queste parole:

Lo sapevi, peccare non significa fare il male: non fare il bene, questo significa peccare. Quanto bene tu potevi fare! E non l' hai fatto: non c'è stato un peccatore più grande di te.

2 commenti:

undiplomatico ha detto...

Mi permetto di non condividere. Lo dico da storico e da esperto proprio in questo campo.
La beatificazione è una cosa, il bilancio storico è un'altra: la prima attiene ai teologi, il secondo è opera degli storici e dei documenti.
Non entro nel campo della beatificazione, ma in quello storico (che mi è proprio) per dire che il bilancio che i documenti consentono di fare sulla figura di Eugenio Pacelli (che Pio XI considerò sempre il suo naturale successore) è nettamente positivo.

By the way: che Hitler non potesse essere scomunicato (non essendo egli mai stato in comunione con la Chiesa, in pensiero e azione) è un dato di fatto. Ammesso e non concesso che si potesse scomunicarlo, che Hitler andasse "a Canossa" a implorare dal Papa il perdono e la "ri-comunica" è tutto da dimostrare; ed è una storia letta inforcando gli occhialini rosa.
Grazie per l'ospitalità

Matteo Luigi Napolitano
(vaticanfiles.splinder.org)

Niky Rocks ha detto...

Grazie mille per questo pacato intervento. E' fuor di dubbio che non avrebbe avuto senso scomunicare Hitler, ma forse una scomunica per i cattolici che hanno aderito al nazismo non era poi così impensabile. Ma probabilmente un intervento della Chiesa nei confronti di Hitler (o dei suoi fans) forse avrebbe fatto più danni di quanti non ne avesse fatti da solo il nazismo. In ogni caso continuo a rimanere perplessa sulla beatificazione di Pacelli. Ma è solo la mia opinione.

Grazie ancora per l'intervento.