venerdì 1 dicembre 2006

L'ombra del vento: imparare dagli errori altrui

Quattrocento pagine di mistero, quello che disegneresti con il bavero alzato in una sera di nebbia per le strade insolitamente silenziose di Barcellona. Un cimitero di libri in cui tante storie riposano fra le mensole impolverate di quell’intrigo in cui è facile perdersi se non si lascia un segno, proprio come nella vita.
La storia si ripete perché quando si legge un libro si trova esattamente ciò che si ha già nell’ anima.
Quattrocento pagine di sospiri e batticuore, di ombre senza volto nascoste in un angolo e di abbracci famigliari che rassicurano. Racconto di lealtà e di amicizia, di coraggio e di umana vigliaccheria. Alla fine quello che rimane al di là di qualche lacrima imprigionata è la sensazione di aver capito che i passi che si compiono lungo un cammino incerto, sono stati già fatti da altri prima di noi per evitare che certi errori si continuino a ripetere.

Carlos Ruiz Zafón
“L’ombra del vento”
Mondadori

2 commenti:

pianegorda ha detto...

l'ho letto e l'ho adorato anche se ho dovuto aspettare per un sacco l'edizione economica che costa solo 2iuros in meno di quella normale: ne è valsa la pena però!

Anonimo ha detto...

sono il pizzico di sale di troppo nell'acqua per la pasta, una particella radioattiva dentro un ex agente del kgb, la cagata di piccione sul sellino del motorino. Io sono io, e voi...